Questi liberal

Si potrebbe, banalmente liquidare la Camusso col detto: ”Il lupo perde ilpelo ma non il vizio”. Ma poiché dietro c’è un tormento autentico chemerita rispetto, cerchiamo di capire. Il Direttore scrive:”Questisocialisti che dirigono la Cgil dopo la lunga egemonia comunista sonopeggiori dei predecessori”. Una constatazione che è il nocciolo delproblema. I socialisti, sintetizzando, sembrano aver sempre vissuto e subitoil dilemma, se si vuole romantico, tra l’apparire e l’essere. Marxportò allo scoperto questi tentennamenti culturali. Nacquero due sinistreche, nei fatti, si disputavano la stessa torta. Da noi i Socialisti hannoavuto una posizione subalterna, psicologica e politica, nei confronti deicomunisti, nata nel 1921 e non più rimossa. Ora i socialisti della Cgil, forseinconsciamente, tendono a dimostrare che sono loro i veri comunisti. E, come sempre accade la copia è peggiore dell’originale. Il tormento nasce dacomplessi passati e insoddisfazioni presenti derivanti dal fatto che lericette marxiane non sono valide in una economia globalizzata e che nonhanno cervello e gambe per uscire nettamente dal rifiuto, obsoleto retaggiocomunista, di considerare capitale e lavoro soggetti complementari.Aggiungiamo gli inevitabili contorni caratteriali ed emotivi. Il cerchio sichiude e le bizze esplodono. A meno che, ma sarebbe un insulto alla Camusso, la Cgil tema che il ministro Fornero possa aprire una breccia nel copione che loro somministrano ai lavoratori. A nessun potere, fa piacere che i suoi possano essere stimolati a ragionare al di fuori del “Credere, Obbedire, Combattere”. Roba uscita dalla mente di un sindacalista rivoluzionario.